La Grotta "dell'Orso"
CHIUSA FINO A NUOVO AVVISO!
La caverna con importanti ritrovamenti si trova a nemmeno 30 minuti dal Ristorante della Vetta. Il sentiero è comodo e ben segnalato.
Prima di partire per la caverna si acquista il biglietto d'entrata presso la cassa del Self-Service o della Caffeteria. Il ricavato serve al finanziamento della ricerca. La Guida attende in Grotta.
Prezzi: Adulti, Fr. 8.-- / Euro 5.50.
Ragazzi fino a 16 anni, Fr. 6.-- / Euro 4.--.
La Grotta è aperta durante il mese di maggio e ottobre solo per gruppi con riservazione, dal primo giugno al 30 settembre è aperta anche al pubblico.

La Grotta è stata scoperta nel 1988 dagli speleologi ticinesi Francesco Bianchi-Demicheli e Sergio Vorpe.
Situata sul versante orientale del Monte Generoso, la Grotta "dell'Orso" dove è venuto alla luce un importante giacimento con reperti di oltre 300 orsi delle caverne (Ursus spelaeus) vissuti ed estinti sul Monte Generoso da 18/20'000 anni, è stata preparata affinché anche l'uomo comune, e non solo il paleontologo o lo speleologo, possa visitarla.
Il lavoro di preparazione all'avventura è avvenuto con il prezioso e qualificato apporto dell'Università degli Studi di Milano, in particolare del Dipartimento di Scienze della terra e del Museo cantonale di Storia naturale.
Non essendo terminati gli scavi di ricerca della Grotta, continuando gli stessi a seguito dei sempre maggiori e ricchi ritrovamenti, viene data la possibilità di visitare la Grotta anche per osservare il minuzioso e delicato lavoro dei Ricercatori. I Ricercatori dell'Università degli Studi di Milano fungono anche da Guide.
L’Uomo di Neandertal
Durante gli scavi nella Caverna (Grotta dell’Orso), sono emersi alcuni reperti che si possono attribuire all’Uomo di Neandertal, vissuto nel periodo storico compreso tra i 40'000 e i 60'000 anni fa. I reperti ritrovati sono quattro: i primi due sono stati scoperti nel 1998, e i rimanenti nel 2002, scoperti nella “Sala Terminale”.
I quattro reperti sono dei frammenti di selce (diaspro rosso e bruno rossastro), utilizzati dai neandertaliani come attrezzi per raschiare pelli e ossa. I reperti ritrovati, appartenenti all’Uomo di Neandertal, probabilmente furono raccolti nelle gole della Breggia o in altri siti della regione dove è presente questa pietra. Da alcune caratteristiche della grotta si può capire che essa è stata frequentata da cacciatori neandertaliani nel periodo “terpleniglaciale”.
